Abbiamo partecipato a questo doveroso evento nel bellissimo Hotel Sheraton Golf2 di Roma. Riportiamo di seguito l’agenda:
- 9.30 Registrazione dei partecipanti
- 10.00 Benvenuto e apertura dei lavori
Luigi Marcocchia, Softway
- 10.10 Come sfruttare la potenza della virtualizzazione per trasformare i Data Center in infrastrutture di cloud computing semplificate, in grado di erogare servizi evoluti, affidabili, flessibili e sicuri Oggi le aziende dipendono in misura crescente dai servizi IT e le opportunità offerte dalle tecnologie della virtualizzazione declinate nell’ambito Data Center offrono a tutte le imprese (dalla grande azienda alla PMI) evidenti vantaggi da vari punti di vista. Infatti, la possibilità di astrarre le applicazioni e i dati dell’infrastruttura sottostante, per creare un’infrastruttura cloud interna, consente non solo di aumentare l’efficienza di erogazione dei servizi IT esistenti, riducendo notevolmente i costi e la complessità associati alla gestione e manutenzione dell’infrastruttura, ma riduce in maniera drastica i tempi di implementazione di nuovi servizi. In questo modo, i responsabili IT sono messi al riparo dalla complessità di server, storage e infrastruttura di rete, permettendo loro di concentrarsi sulla realizzazione del valore per l’azienda. Quali sono gli aspetti architetturali della nuova soluzione vSphere per l’infrastruttura virtualizzata? Quale in concreto l’impatto sul business delle imprese? Sergio Cimino, VMware
- 10.50 Verso lo Unified Computing System: la nuova architettura per il Data Center del futuro Le possibilità offerte dalle tecnologie di virtualizzazione di unire le accresciute capacità di elaborazione dei sistemi IT, con le nuove performance della rete e con l’accesso rapido alle risorse di storage, hanno gettato le basi per definire le evoluzioni del Data Center del futuro verso una visione di Unified Computing System. Quali sono le principali componenti di questa nuova architettura e come si integrano fra loro? Come cambiano le esigenze relative all’infrastruttura fisica di rete e quali sono i benefici dell’innovativo approccio Unified Fabric, Fabric Ethernet per IP & Fibre Channel? Come evolve il tradizionale ruolo dello switch in un ambiente virtualizzato? Quali le novità tecnologiche in atto? Come disporre degli stessi benefici in termini di semplicità di configurazione e operatività dei servizi di rete tradizionali disponibili negli switch “fisici”, applicandoli alle nuove virtual machine? Come implementare un processo di consolidamento dello storage e come valutarne in maniera corretta l’impatto in termini di costi/benefici? Roberto Missana, Cisco Italia e Vice Chairman SNIA Italia
- 11.50 Lo storage in un’architettura virtualizzata Per poter usufruire di tutti i vantaggi legati alla virtualizzazione, è indispensabile iniziare a pensare non più a singole implementazioni, ma a un disegno complessivo di Virtual Data Center. Nell’intervento verranno illustrate nuove tipologie di soluzioni e nuovi modelli di offerta per l’archiviazione e la gestione dei dati e delle informazioni aziendali fra cui, per evidenziare le principali, lo storage multi protocollo, le virtual tape library, la deduplica, lo snapshot, il thin provisioning. Roberto Patano, NetApp
- 13.10 Chiusura dei lavori
VMWare
L’intervento di Sergio Cimino di VMware si è focalizzato sulle novità della nuova piattaforma vSphere 4 (Cloud OS) e sulle performance documentate da benchmarks super partes. Di particolare nota sono queste nuove features.
vCompute
Il nuovo hypervisor ESX 4.0 consente VM fino ad 8 VCPU, 256 GB RAM, 20 Gb/s di network ed oltre 200.000 IOPS con una latenza inferiore ai 20 microsecondi. L’ESX può scalare su un hardware fino a 64 core ed 1TB di RAM.
Considerando il seguente schema:

Vediamo che sono poche le applicazioni che riuscirebbero a sfruttare la potenza dei server moderni, pertanto lo strato di virtualizzazione, l’hypervisor, diverrà quasi essenziale nell’immediato futuro. Un esempio di benchmark eseguito con SPECweb2005 su una macchina HP Proliant DL585G5 con 16 Core con l’hypervisor ESX3.5 ha fornito un risultato di 44.000, cioè in grado di supportare 3 miliardi di pagine visitate al giorno, cioè 3 volte il traffico di ebay su un sol server. Una nuova feature DPM (Distributed Power Management) dona all’infrastruttura una veste molto più GreenIT in quanto il DRS (Distribuited Resource Scheduling) può spegnere all’occasione i server fisici sottoutilizzati per poi riaccenderli all’occasione. Fondamentale inoltre la possibilità di poter variare a caldo il numero di VCPU e VRAM di ogni singola VM, ovviamente se il sistema operativo virtuale lo consente, altrimenti il blu/purple screen sono d’obbligo.
vStorage
Per quanto riguarda la situazione storage c’è una ottimizzazione notevole dello spazio, si occupa solo cio’ che viene realmente utilizzato e l’estensione del disco può essere fatta a caldo.
vNetwork
Sul networking ci sono grosse novità, grazie alla collaborazione di cisco, la rete diventa virtuale a livello di datacenter non solo a livello di macchina fisica, ciò evita notevoli riconfigurazioni, o copie di configurazioni tra tutti gli ESX server della farm.

Automatismi e controllo
Queste nuove features sono accompagnate dalla possibilità di essere controllate mediante automatismi programmati mediante workflow

Qui c’è anche la possibilità che abbiamo citato in passato della fault tolerance delle VM

Feature sicuramente molto utile nei casi di una rigorosa business continuity, però occupa il doppio delle risorse di una singola VM.
vApp & IT as a service
La possibilità di poter definire delle applicazioni (insiemi di VM connesse secondo logiche di architettura) in grado di autodescriversi consente di poter pubblicare/migrare la vApp tra Cloud infrastructure

