Testi antichi in Cloud: il caso della biblioteca della Diocesi di Pozzuoli

Testi antichi in Cloud: il caso della biblioteca della Diocesi di Pozzuoli

Dall’instancabile e minuzioso lavoro degli amanuensi fino alla stampa a caratteri mobili di Gutemberg, dalla macchina da scrivere alla digitalizzazione. E’ questo il caso della biblioteca della Diocesi di Pozzuoli che  dal 1745 custodisce testi che hanno per oggetto la sacra scrittura, il diritto canonico, la teologia dogmatica e la storia ecclesiale.

L’odore dell’inchiostro sulla carta sarà solo un lontano ricordo? No, ma la biblioteca della Diocesi di Pozzuoli si mette al passo con i tempi e cerca di accontentare coloro i quali preferiscono sfogliare un libro su device di ultima generazione come kindle, tablet o smartphone. Questo vuol dire che per gli utenti sarà possibile sfogliare un testo del 1700 dal proprio cellulare, magari in metropolitana, magari mentre va a lavoro? Sì, questo è possibile grazie al Cloud di Amazon Web Service e grazie a VMEngine.

Ovviamente, si tratta di testi particolarmente delicati che risulta difficile sfogliare. Con la digitalizzazione il problema si elimina. Un testo diventa visionabile tutte le volte che l’utente lo ritiene necessario e, grazie alla nostra infrastruttura cloud, da un numero illimitato di utenti contemporaneamente.

Quest’anno, il ricavato complessivo dei servizi cloud mondiali per l’archiviazione ha di poco superato i 100 miliardi di dollari. Si prevede che nel giro di un paio di anni arriverà a toccare i 150 miliardi (fonte: Gartner, aprile 2011). Riteniamo che questi servizi possano consentire e favorire lo sviluppo di nuove applicazioni, che a loro volta necessiteranno di dati, spazio di archiviazione e altre funzionalità. Da una prospettiva mondiale, il ricavato dei servizi cloud si attesta approssimativamente al 57% nelle Americhe, raggiungendo il 19% in Europa e il 24% nella regione APAC (fonte: varie – Gartner, CRN e Seagate, aprile 2011).

ABOUT THE CUSTOMER

Con più di 40.000 testi, di cui 60 digitalizzati, circa 400 riviste e 1con i3 manoscritti pregiati, la biblioteca della Diocesi di Pozzuoli ha partecipato all’Archivio Collettivo nazionale dei periodici (ACNP)  Catalogo Italiano dei Periodici gestito dall’Area Sistemi Dipartimentali e Documentali dell’Università di Bologna e dalla Biblioteca Centrale “G. Marconi” del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma. Il catalogo contiene le descrizioni bibliografiche delle pubblicazioni periodiche possedute da biblioteche dislocate su tutto il territorio nazionale e copre tutti i settori disciplinari. Il catalogo viene aggiornato direttamente dalle biblioteche aderenti mediante una procedura online.

THE PROBLEM

Quali sono stati i problemi che il team di VMEngine ha dovuto affrontare nella gestione del caso “Diocesi di Pozzuoli”? La digitalizzazione di tutto il materiale in loro possesso è stata effettuata da un’azienda specializzata ma il problema principale rimaneva la piattaforma che avrebbe dovuto ospitare tutti i file digitalizzati. Un’infrastruttura tradizionale sarebbe stata molto costosa in termini di gestione e manutenzione ma soprattutto non scalabile al contrario del Cloud di Amazon Web Service.

Basti pensare che la spesa in termini di hardware si aggirava intorno agli 8000 euro, senza aggiungere il costo del software.

Dal punto di vista software, invece, il problema era di diversa natura: gran parte dei prodotti disponibili sul mercato hanno un costo di licenza elevatissimo e sono closed source cioè non modificabile in caso di particolari necessità.

La necessità principale era l’adattamento di un formato file non standard. Perché? Lo standard internazionale per l’archiviazione documentale, cioè i dati compatibili con qualsiasi dispositivo, riconoscono le estensioni .xml di tipo Dublin Core, cioè è un sistema di metadati costituito da un nucleo di elementi essenziali ai fini della descrizione di qualsiasi materiale digitale accessibile via rete informatica. Noi di VMEngine, nella progettazione dell’infrastruttura, ci siamo trovati a dover adattare tutti i file scansionati ed i metadati che si trovavano in un formato non standard, cioè xml.mag (Metadati Amministrativi e Gestionali) formato utilizzato solo in Italia.

THE SOLUTION: WHY VMENGINE?

Le soluzioni che abbiamo messo in campo ci hanno permesso di risolvere la questione in una duplice modalità. Dal punto di vista dell’hardware invece che utilizzare uno o più server sui quali archiviare l’enorme mole di dati abbiamo usato un’infrastruttura Cloud perfettamente scalabile cioè capace di sostenere il traffico anche nei momenti di maggiore intensità abbattendo i costi nei momenti di stallo.

Dal punto di vista del Software, invece, le nostre necessità di personalizzazione della piattaforma non ci permettevano di usare un prodotto “closed”, pertanto ci siamo affidati a una soluzione open source assolutamente gratuita. Ma non solo, abbiamo contribuito economicamente allo sviluppo dei moduli del progetto opensource per l’importazione dei metadati del formato italiano.

CUSTOMER WITNESS

“Il risparmio è notevole. Prima la spesa in termini di hardware e software si aggiravano intorno agli 8000 euro – ha confermato la direttrice Andreana Moio – mentre adesso con un software open source e gratuito riusciamo a risparmiare fino al 70%. Senza considerare la comodità di poter accedere a un testo antico dal proprio pc o smartphone”.

 

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