Cloud computing motore della crescita, il fatturato sale ma il sud arranca

Cloud computing motore della crescita, il fatturato sale ma il sud arranca

Gli italiani sono sempre più tecnologici e questo nonostante il divario digitale tra nord e sud e tra imprese e Pubblica amministrazione. Dopo anni di recessione il mercato digitale italiano, che comprende informatica, telecomunicazioni e contenuti digitali, è ripartito. La crescita è contenuta ma interrompe una tendenza negativa che durava anni.

Nel 2015 informatica, telecomunicazioni e contenuti digitali sono cresciute dell’1% a 64.908 milioni di euro. Ma c’è di più. Secondo il rapporto dell’associazione di categoria Assinform e NetConsulting il dato si affianca a una stima per il 2016 a 65.882 milioni di euro (+1,5%), che cancella il calo dei due anni precedenti.

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Basti pensare che i servizi Ict sono cresciuti a 10.368 milioni di euro (+1,5%), software e soluzioni Ict a 5.971 milioni di euro (+4,7%), dispositivi e sistemi a 16.987 milioni di euro (+0,6%), contenuti digitali e digital advertising a 8.973 milioni di euro (+8,6%). Traino della crescita sono i settori più innovativi: data center, cloud computing (+28,7 % con fatturato di 1,2 miliardi di euro) e Internet of Things (+13,8% e 1,8 miliardi di fatturato).

Gli smartphone trainano il settore con una crescita del 9,9% a 15,5 milioni di pezzi impattando positivamente sulla crescita degli utenti di banda larga con una crescita dell’8,8% a 34,5 milioni. L’interesse più generale a più funzionalità è poi confermato dalla lenta ma continua progressione degli accessi in banda larga da rete fissa, saliti del 2,1% a 14,6 milioni.

I servizi Ict, secondi solo ai servizi di rete per peso sul mercato digitale complessivo, hanno avuto una crescita dell’1,5% a 10.368 milioni, dopo un trend negativo che durava da anni, trainato dai servizi di data center e soprattutto di cloud computing (+28,7% a 1.228 milioni).

Il rapporto Assinform si basa su elaborazioni di dati Istat e segnala due questioni di assoluta rilevanza. La prima: le regioni meridionali appaiono in profondo ritardo anche sul fronte digitale con spese pro capite per impresa e consumatore spesso non superiori al terzo della media nazionale. La seconda: quasi il 90% delle imprese tra i 10 e i 49 dipendenti presenta ancora indici di digitalizzazione molto bassi. Ecco le sfide che il Paese dovrà affrontare per trasformare problemi e ritardi in opportunità e crescita.

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