RedHat a smart move: buy Gluster

RedHat a smart move: buy Gluster

Il 4 Ottobre 2011 Red Hat annuncia di aver siglato un accordo per l’acquisizione di Gluster, un sistema software open source di storage cluster con sede a Sunnyvale, California, e con sviluppo a Bangalore, in India.

La tecnologia Gluster offre funzionalità che la rendono adatta per la strategia di cloud computing di Red Hat. Red Hat è attivamente impegnata a sviluppare soluzioni cloud, come dimostrano le sue

IaaS : CloudForms

PaaS : OpenShift

La tecnologia Gluster è progettata per gestire grandi ambienti di scale-out dei dati, memorizza dati non strutturati. Come open source è progettato per funzionare su commodity hardware.

Una caratteristica importante di Gluster è che essendo una soluzione puramente software, in grado di girare su hardware standard, lo differenzia da molti prodotti concorrenti, che richiedono l’acquisto di specializzazione, hardware vendor specifici. Inoltre, offre importanti vantaggi al cliente: riduzione dei costi, maggiore flessibilità di implementazione e di vendor lock-in ridotto.

Come software Gluster ha il vantaggio di essere in grado di scalare in ambienti che vanno dalle collezioni di server storage on-premise a cluster di macchine virtuali costruite su Amazon Web Services.

Gluster è distribuito su più sistemi ed aggrega l’archiviazione totale in un singolo spazio dei nomi. Un cluster Gluster espone questo spazio dei nomi come un punto di NFS o CIFS che contiene tutti i file del cluster. Il vantaggio di questo modello è che il deposito sottostante diventa completamente virtualizzato, e può essere distribuito anche attraverso cloud pubbliche o private.

Gluster supera il lato negativo tipico di file system distribuiti (performance e scalabilità degradate a causa dalla gestione dei metadati), utilizzando un sofisticato algoritmo che elimina la necessità di server di metadati.

Con Red Hat il sostegno alla community Gluster ne potrà beneficiare a lungo termine.

A partire da una base in istituti di ricerca governativi, i clienti di Gluster sono cresciuti fino a includere aziende come Deutsche Bank, Samsung, Autodesk, BAE Systems, Barnes & Noble, Dana Farber Cancer Institute e Pandora.

Come descritto nel comunicato stampa e blog di Red Hat, Brian Stevens, CTO, “Gluster brilla in ambienti che devono gestire grandi quantità di dati non strutturati distribuiti attraverso un eterogeneo, ambiente scale-out, come i dati sparsi on-premise e cloud pubblici, o più strutture. Esempi sono quelli multimediali, dati geofisici / astronomici, analisi finanziarie / modellazione, dati medici, flussi sociali di dati multimediali, ecc”

Come Vmengine, abbiamo iniziato a valutare le realtà di storage cluster già nel 2007 allo SNIA di Roma con Isilon e LeftHand. In quanto in quel periodo nell’immaginare come progettare una piattaforma di cloud hosting, ci scontrammo con la dura realtà dei sistemi storage classici e le loro dificoltà in termini di scalabilità di dimensione e di banda di accesso. La prima ad essere stata acquisita è stata LeftHand da HP. Isilon viene acquisita da EMC nel 2010 .
Quando la NASA pubblicò la sua piattaforma di cloud computing, notammo che usava come storage un filesystem distribuito su storage cluster

Il mondo della virtualizzazione dei server concentra le macchine virtuali in pochi potenti apparati, ma la crescita di potenza delle CPU e di velocità delle RAM, non segue una corrispondente crescita di velocità dei sistemi di storage dei dati, inoltre la crescita della quantità di dati da memorizzare rende dispendiosi i sistemi di storage classici.

Come Vmengine, abbiamo già da tempo testato ed usato la piattaforma Gluster ed inserita in nostri progetti in ambienti di Cloud Pubbliche.

Nel complesso mondo dei sistemi di storage clustering occorre fare moltissima attenzione alle logiche di replica dei dati distribuiti tra i nodi del cluster.

Non dimendichiamo quello che accadde ad Amazon per un errore umano legato a questi motivi.

Altri spunti sul mondo degli storage, http://blog.vmengine.net/2011/08/03/cloud-storage-we-need-more/

 

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